Il mestiere
di vivere

In tempi di guerra e di pandemia il cinema non smette di raccontare il male di vivere, la fatica di ogni giorno di uomini e donne, il progressivo sfilacciamento del legame sociale e le perduranti, irreversibili differenze di classe. Lo fanno intellettuali come Emmanuel Carrere, registi avvezzi a documentare la lotta dicasse come Stephane Brizé, non però in Italia, dove gli ultimi film arrivati al cinema sono commedie come “Il sesso degli angeli” di Leonardo Pieraccioni e “Bla bla baby” di Enrico Brizzi, due titoli che sono tutto un programma sull’incredibile capacità del cinema italiano di estraniarsi dal mondo.

Mercoledì
20 Aprile

L'ACCUSA

Studente d’ingegneria a Stanford, Alexandre torna a Parigi per partecipare a un’importante cerimonia in onore del padre, un celebre giornalista televisivo. Invitato a cena dalla madre, intellettuale femminista che ha da poco lasciato il marito, Alexandre fa la conoscenza di Mila, la figlia diciassettenne del nuovo compagno della madre. Quella stessa sera, Alexandre invita Mila a una festa e il giorno dopo il giovane viene arrestato per stupro ai danni della ragazza. Come siano andate le cose nessuno lo sa. Il giovane ammette il sesso ma giura che la ragazza era consenziente. La ragazza, da parte sua, giura che il giovane l’ha violentata. Il regista si prende tutto il tempo necessario per familiarizzare lo spettatore con i due giovani. E’ la parte più convincente del film. Poi va in scena il processo, in cui come sempre accade nei processi per stupro è difficile discernere tra il vero e il verosimile. L’ultima immagine del film sembra non lasciare dubbi. Ma siamo davvero sicuri che le cose siano andate così, come le lascia intendere il regista ?

Mercoledì
27 Aprile

male

Mercoledì
4 Maggio


AFTER LOVE

Siamo a Dover, nel sud dell’Inghilterra che si affaccia sul canale della Manica. Mary vive una vita tranquilla con il marito Ahmed, per il quale si è convertita all’Islam prima di sposarsi. Quando però il marito muore improvvisamente, la donna scopre che questi aveva una seconda vita sulla sponda francese, a Calais. Raggiunto Calais, Mary scopre che il marito non aveva solo un’altra donna, Genevieve, ma anche un figlio, il che aggrava il suo disagio. Complice un fraintendimento che è anche un elemento di discriminazione razziale, - per via del velo, probabilmente, Genevieve scambia Mary per una donna delle pulizie -, le due donne si conoscono e si frequentano, prima che la verità, alla fine, venga fuori. Formidabile la corpulenta interprete di Mary, pluripremiata ai Bafta e agli Indipendent Spirit Award, gli Oscar del cinema indipendente, dove il film di Khan ha vinto cinque premi, tra cui miglior film, migliore regia e migliore sceneggiatura.

Mercoledì
11 Maggio

PARIGI - TUTTO IN UNA NOTTE

Raf (Valeria Bruni Tedeschi) e Julie (Marina Foïs), una coppia sull’orlo della rottura, si ritrovano in un affollatissimo pronto soccorso la sera dopo un’importante manifestazione di protesta dei gilet gialli a Parigi. L’incontro con Yann, un camionista ferito e arrabbiato, che rischia di perdere il lavoro se non riparte con il suo camion, apre la vicenda ai risvolti sociali, ma a tenere banco è Raf, una Valeria Bruni Tedeschi ironica e fuori di testa, che oltre a imprecare e bisticciare, finisce per cadere due volte, rovinosamente, dal lettino del pronto soccorso sebbene abbia un braccio rotto. Toccante la figura di una infermiera di colore, Kim, che nella bolgia infernale in cui è ridotto il pronto soccorso trova il tempo di accompagnare il trapasso di un’anziana signora. Se infatti Yann, colpito senza motivo dalle schegge di una granata lanciata dai poliziotti, dà voce alle ragioni della rivolta contro le istituzioni, di cui i poliziotti emblematizzano il cieco apparato repressivo, il personaggio di Kim (per la cui interpretazione l’attrice Aissatou Diallo Sagna si è aggiudicata il premio César come miglior attrice non protagonista), che con dolcezza e dedizione si spende per i propri pazienti, dà voce alla parte migliore della società, anche se non mancano elementi di critica sociale (Yann, si noti, è costretto a vivere ancora dalla madre, mentre Julie può permettersi di buttare un cappotto solo perché un po’ macchiato, a sottolineare che tra pro-letari e borghesi c’è ancora un abisso incolmabile).

Mercoledì
18 Maggio


TRA DUE MONDI

Siamo a Caen, in Normandia, cittadina costiera da cui partono i traghetti per l’Inghilterra. Marianne (Juliette Binoche) è una scrittrice parigina che, per conoscere da vicino la realtà del precariato, si finge una donna delle pulizie. All’ufficio di collocamento, nei training center e poi sui luoghi di lavoro incontra altre donne, in particolare la giovane Marilou e la madre single Christelle, con cui lega facilmente, e accetta con esse un lavoro a bordo di un traghetto. Lo scrittore e regista Emmanuel Carrère ha tratto la sceneggiatura dal racconto autobiografico della giornalista Florence Aubenas per narrare, da intellettuale benestante, di lavoratori e lavoratrici che provengono da storie di emarginazione economica e sociale, ma che sanno fare squadra tra loro e darsi una mano a vicenda., operazione che era anche al centro del racconto di Aubenas.


Mercoledì
25 Maggio


LA FIGLIA OSCURA

Divorziata con due figlie ormai grandi, una donna di mezza età, docente di letteratura italiana in una università americana, trascorre un periodo di completa solitudine in una spiaggia greca, vicino a Corinto. L’arrivo di una numerosa e chiassosa famiglia, che irrompe come un uragano nella spiaggia frequentata dalla donna, sconvolge però la donna, sprofondandola in un bagno di ricordi tutt’altro che quieti. Dopo la reazione di fastidio iniziale, la donna comincia infatti ad osservare con interesse la giovane madre che fa parte del gruppo, e il profondo rapporto che essa ha con la sua bambina le riporta alla mente il rapporto che lei stessa aveva con le sue figlie, quando erano piccole. «Sono una madre snaturata», dirà alla fine la protagonista, svelando la natura dei suoi rimorsi e riconoscendo come il rapporto con le figlie sia venuto inevitabilmente a cozzare con il suo legittimo desiderio di avere una carriera nel mondo dell’accademia. Diretto da Maggie Gyllenhaal, al suo esordio come regista e sceneggiatrice, il film è tratto dall’omonimo romanzo di Elena Ferrante e tocca un tema delicato e complesso, ossia il racconto dei sentimenti conflittuali di una madre verso le proprie figlie.

Mercoledì
8 Giugno


FULL TIME

Siamo in Francia, ai giorni nostri. Julie ha due figli, un ex marito che paga in ritardo gli alimenti e un lavoro molto al di sotto delle sue capacità, con il quale mantiene a stento la famiglia. Prima che l’azienda per cui lavorava chiudesse, si occupava di marketing. Ora fa la capo cameriera in un albergo cinque stelle della capitale, che raggiunge a fatica tutte le mattine con levatacce all’alba. Sempre a rischio licenziamento, ogni giorno affida i bambini a una vicina anziana che le ha già detto che non ce la fa più a tenerli, e si butta nel traffico per raggiungere, dai sobborghi dove abita, la capitale francese. Come se non bastasse, a complicare le cose ci si mette un prolungato sciopero dei mezzi di trasporto, proprio quando Julie ottiene un colloquio che potrebbe cambiarle la vita. Il film, così, è una corsa trafelata attraverso il percorso a ostacoli cui, tutti i giorni, è costretta una madre single per tenersi il lavoro e mantenere i figli. Viene in mente Sole, pane e amore di Daniele Vicari, anche se qui l’epilogo è più lieto. Per ironia della sorte, infatti, Julie ha modo di scoprirsi e di riscoprirsi come donna e come madre proprio quando è costretta a fermarsi per due giorni. Quarantotto ore di pausa per ristabilire le proprie priorità e poi, dopo un respiro veramente profondo e un pianto liberatorio, la tempesta potrà dirsi finalmente passata.

Mercoledì
15 Giugno


UN ALTRO MONDO

Philippe (Vincent Lindon) dirige, nella provincia francese, un’azienda di elettrodomestici appartenente a un gruppo internazionale. Non è un buon momento per l’azienda, alle prese con l’ennesima ristrutturazione e con il conseguente piano licenziamenti, che Philippe giudica impossibile da attuare. Come se non bastasse, la moglie, trascurata, vuole il divorzio, mentre il figlio, ossessivo compulsivo, ha bisogno di cure psichiatriche.Tirato da ogni parte, Philippe non sa come fare a cavarsi fuori dall’empasse e evitare un drammatico punto di rottura.

Mercoledì
22 Giugno


BEAUTIFUL MINDS LOC

Louis (Bernard Campan), uomo riservato e taciturno, dirige un’agenzia di pompe funebri. Igor (Alexandre Jollien), disabile fisico dalla nascita, ma con una straordinaria vivacità intellettuale, fa consegne a domicilio. I due si incontrano per caso quando Louis, distratto, investe Igor con l’automobile. Per una serie di coincidenze, i due finiscono per intraprendere un viaggio assieme che li porterà a conoscersi meglio, e a diventare amici, per quanto questo potesse sembrare improbabile all’inizio. Il bagno liberatori che i due si concedono alla fine del film è meraviglioso, tanto che se potessero anche gli spettatori si tufferebbero con loro. Diretto e interpretato da Bernard Campan e Alexandre Jollien, il film è stato scritto da quest’ultimo, che è davvero disabile, ma è anche uno scrittore molto famoso in Francia. Nato con un grave handicap cerebralemotorio per un parziale strangolamento causatogli dal cordone ombelicale, Alexandre Jollien ha trascorso diciassette anni in un centro specializzato per handicappati, avendo difficoltà a camminare, leggere e parlare. Gli insegnamenti di un vecchio prete, che l’ha avvicinato alla filosofia, gli ha però cambiato la vita spingendolo a studiare filosofia e greco prima a Friburgo e poi a Dublino. Oggi è sposato, ha due lauree e tre figli. Tra i suoi libri tradotti in italiano ricordiamo Elogio della debolezza, Il mestiere di uomo, nonché Abecedario della saggezza, scritto assieme a Matthieu Richard e Christope André, rispettivamente un monaco buddista e uno psichiatra.