
IN PROGRAMMAZIONE
da sabato 6
febbraio,

TRA LE NUVOLE
Sabato 6 febbraio: ore
20:30 - 22:30
Domenica 7 febbraio: ore 17:00 - 20:30
Lunedì 8 febbraio: ore 21:30
Ryan Bingham è un uomo
affascinante, un abilissimo tagliatore di teste ed è libero
come l'aria. Nel cielo, appunto, trascorre la maggior parte
del proprio tempo, in trasferte di lavoro, agognando il
prestigioso club dei dieci milioni di miglia. Ma qualcosa
accade, tra un aereo e l'altro. Nathalie, una ragazzina
neolaureata, ha convinto il suo capo che viaggiare è
dispendioso e si può benissimo licenziare in
videoconferenza, minacciando di riportare Ryan a terra
proprio quando il nostro ha da poco incontrato Alex, una
trentenne che pare la sua fotocopia al femminile, così
orgogliosamente sola da fargli venir voglia di non esserlo
più.
Aaron Ekhart persuadeva gli altri, George Clooney persuade
se stesso. Si convince che sia possibile vivere senza
legami, che i rapporti siano una zavorra, che leggeri si
vola più alto. La realtà delle cose, in questo terzo film
così come nell'esordio di Reitman, s'inganna con la
distrazione. Basta muoversi velocemente, procurarsi un
trolley con ruote scorrevoli e saper apprezzare le offerte
e i comfort del villaggio aeroportuale. Il film gli dà
ragione: è quando si creano delle relazioni che il
meccanismo s'inceppa e ci si rende conto che sfrecciare
sopra le nuvole è come stare fermi; che il vero viaggio,
nella vita, è un altro.
Jason Reitman sa creare dei personaggi che non si
dimenticano in fretta, fuori dalla norma e sul bordo
sdrucciolevole della morale, eppure pieni di naturalezza,
grazie alla solidità delle sceneggiature e degli attori che
chiama ad incarnarli. Questa volta fa addirittura un passo
in più, confondendo testo e paratesto, assoldando lo
scapolo d'oro di Hollywood per fargli interpretare il ruolo
di un uomo che s'illude di poter stare da solo ma dovrà
arrendersi un giorno, e – giù dallo schermo - coronare la
favola.
Fuori di dubbio è anche il talento del regista per i
dialoghi e il ritratto “senza filtro” delle piccole
spietatezze quotidiane, siano esse d'ambientazione
scolastica o professionale. Anche qui, Tra le nuvole segna
un aumentato bisogno di veridicità e porta in scena un
contesto attuale e una ventina di disoccupati veri,
mescolati agli attori professionisti, ma non per questo
indistinguibili.
Eppure, malgrado la naturalezza con cui Clooney indossa i
mocassini di Ryan Bingham, malgrado la verità che fa da set
alla finzione, c'è qualcosa di troppo scritto e lineare in
quest'opera terza rispetto alle precedenti. Il bello di
Juno era che era contraddittorio come l'età che raccontava,
canticchiava un sentimento profondo senza bisogno di un
arrangiamento in tutta regola; Tra le nuvole, al
contrario, va spedito come un volo intercontinentale, dice
quel che intende dire e non altro, e l'imprevisto
all'arrivo fa in qualche modo parte del pacchetto di
viaggio.
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