CARNE TREMULA

Carne tremula, ossia: corpi inquieti, impazienti, come il corpo di una donna innamorata (L’amante inglese, Cosa voglio di più) o quello, respinto, di una donna tradita (Chloe). Carne tremula, anche, come tremolio dell’anima, più ancora che cascami di carne, poiché non c’è corpo che non abbia un’anima: si prenda Gli amori folli, splendido e riconciliato film del grande vecchio Alain Resnais. Quattro soli titoli, ma il ritratto di un disagio reale.

Martedì 20 e Giovedì 22 luglio, ore 21:30
GLI AMORI FOLLI
di Alain Resnais (Francia, 2009)
GLI AMORI FOLLI 1

Marguerite (Sabine Azéma) compra un paio di scarpe e, appena uscita dal negozio, viene scippata. Georges (André Dussolier), un altrimenti tranquillo pensionato, trova il suo portafoglio e, senza conoscerla, comincia a fantasticare su di lei. Senza neanche rendersene conto, assillato dal pensiero fisso di questa donna, che, scoprirà, pilota per hobby aerei leggeri, l’uomo finisce nel gorgo di pensieri e azioni irrazionali che finiranno per scuotere la stessa malcapitata, che prima lo denuncia per molestie e poi non resiste e l’incontra. A quasi novant’anni Alain Resnais ha diretto uno tra i suoi film più belli in cui, co-m’è stato scritto, la storia di una passione irragionevole «spuntata come l’erba che esce dall’asfalto là do-ve non ce la si aspetta». Leggero e garbato, con dialoghi spumeggianti e a tratti irresistibile, il film di Resnais coglie però un’inquietudine reale che gli altri film della rassegna contribuiscono ad approfondire.


Martedì 27 e Giovedì 29 luglio, ore 21:30
L'AMANTE INGLESE
di Catherine Corsini (Francica, 2009)
L'AMANTE INGLESE

La travolgente passione per un operaio spagnolo sconvolge la vita ordinata d'una donna inglese, madre di due figli grandi, moglie apparentemente appagata di un medico del Sud della Francia. Ai vertici del triangolo Suzanne, la moglie (Kristin Scott Thomas), Samuel, il marito (Yvan Attal), l’amante spagnolo (Sergi Lopez). Il terzo incomodo, però, serve solo a dare la stura alla storia, perché sono la moglie e il marito i veri protagonisti del film. La prima è una donna senza compromessi che, incontrata la passione, pur di viverla completamente non esita a lasciare il marito benestante. Il secondo, invece, è un uomo meschino preoccupato solo della propria reputazione che urla alla moglie «non ti lascerò andare», la picchia e la perseguita facendole terra bruciata attorno: la allontana dai figli, fa perdere il lavoro al rivale, denuncia sia lui che lei. Comportamenti, come si vede, odiosi, non si sa se te-stimonianza di un amore certamente immaturo o semplici manifestazioni di suscettibilità ferita. Sia Yvan Attal che Kristin Scott Thomas sono bravissimi, ma la vera sorpresa del film è quest'ultima, nota finora per ruoli improntati alla riservatezza e all'eleganza, che per la prima volta in carriera affronta scene di sesso e di nudo. Per il resto il film, anche se ammicca a Flaubert (il marito di Emma Bovary era un medico) e cita Truffaut, dal quale prende in prestito con successo la musica de La signora della porta accanto, è abbastanza convenzionale e chi si aspetta nuovi e inediti teoremi sulla risoluzione dei triangoli marito-moglie-amante non può che restare deluso.


Martedì 3 e Giovedì 5 agosto, ore 21:30
CHLOE
di Atom Egoyan (USA, 2009)
CHLOE

Catherine (Julianne Moore) è inquieta; è convinta che il marito la tradisca. Il marito, da parte sua, incrementa la gelosia della moglie incoraggiando con sguardi e ammiccamenti assistenti, studentesse e cameriere. Così, la donna pensa bene di assumere una giovane escort per confermare la presunta propensione del marito al tradimento, facendosi poi raccontare i dettagli degli incontri. Ossessionata e sospettosa, cioè, Catherine assolda un'altra donna per sedurre il marito e conoscere ogni particolare di un suo potenziale adulterio. La donna cui viene affidata l'insolita missione è Chloe (Amanda Seyfried), spregiudicata nei gesti e abile con le parole, che avvia il gioco approcciando l'ignaro David (Liam Neeson), così si chiama il marito di Catherine, in un caffè e riferendo a Catherine i particolari erotici della consumata infedeltà. Tra incertezze e rivalità, desideri e attrazioni, niente però è come appare e, soprattutto, niente andrà come previsto. Emotivamente fragili, perduti, ritrovati o sacrificati, i protagonisti di Egoyan, infatti, precipitano in una crisi esistenziale e sentimentale che esploderà in un conflitto incrociato ed estenuante. Come il precedente Le false verità, anche quest'ultimo Chloe sembra riconfermare uno scarto nella filmografia dell'introverso e problematico regista armeno-canadese, pur mantenendo intatta la sua inconfondibile impronta autoriale. Primo film di Egoyan tratto da una storia non scritta dallo stesso regista, il film è quasi un remake di Nathalie, film diretto nel 2003 da Anne Fontaine, riscritto da Erin Cressida Wilson.


Lunedì 6 e Mercoledì 8 settembre, ore 21:30
COSA VOGLIO DI PIU'
di Silvio Soldini (Italia, 2010)
COSA VOGLIO DI PIU' 1

Anna (Alba Rohrwacher) ha una vita come tante altre. Ha un buon lavoro, in cui per di più è apprezzata, e ha un compagno da qualche anno, Alessio, che l'ama e con cui conduce un menage tranquillo, al punto da poter accarezzare l'idea di avere un figlio. Un giorno, però, scoppia improvvisa la passione, quell’amore al calor bianco senza sé e senza ma. Complice una festa, conosce un cameriere, Domenico (Pierfrancesco Favino), a sua volta sposato con due figli piccoli, e la sua vita prende fuoco. Baci rubati in ufficio o nei portoni, telefonate imbarazzate, sesso nei motel a ore della periferia in strette voraci e un poco disperate, rotture precarie, piccole bugie necessarie, lacerazioni insanabili tra voglia la d'abbandonarsi e il senso dì responsabilità, abbracci urgenti mezzo vestiti, una breve vacanza a Tunisi e poi, improvviso, il nulla, con lei che se ne va. Che cosa è successo, cos’è stato …