
LA FELICITA' PORTA FORTUNA
GIOVEDI' 5 FEBBRAIO, ore 21:15
La Trama:
Londra non è solo pioggia e
toni cupi ma ha anche un lato solare e colorato, quello
rappresentato alla perfezione da Pauline, una giovane
maestra elementare che solo a guardarla mette allegria.
Poppy, così la chiamano tutti, è uno spirito libero, ama i
vestiti kitsch e vive con l’amica del cuore, anche lei
insegnante, in un piccolo delizioso appartamento nel nord
della città. Passa le sue giornate preoccupandosi più del
presente che del futuro e tra lezioni a scuola, lezioni di
guida e lezioni di flamenco, Poppy ha raggiunto il perfetto
equilibrio con se stessa e con gli altri. Non vive nelle
fiabe ma tiene i piedi saldamente per terra senza mai
perdere di vista la realtà, affrontando la vita quotidiana
con un pizzico di ottimismo, con autoironia e spontaneità.
Si sa, cuor leggero, Dio l'aiuta.
Filmmaker britannico tra i più apprezzati e controversi del
cinema europeo, Mike Leigh sceglie la commedia per tentare
di alleggerire i toni della seriosa Berlinale e portare a
casa l'unico premio che manca ancora nella sua bacheca. A
quattro anni dal pluripremiato Il segreto di Vera Drake il
regista torna a parlare di donne e vita vissuta con un
personaggio a tinte forti, adorabile e goffo allo stesso
tempo, che probabilmente in mano ad un'altra attrice
avrebbe finito per ri sultare eccessivo. Sally Hawkins
invece è straordinaria, e rapisce l'attenzione dal primo
all'ultimo secondo, saltando insieme ai suoi rumorosi
braccialetti da un siparietto ad un altro senza pause. La
sua interpretazione, fatta di buffe smorfie e battute a
raffica, strappa più di qualche applauso e rimarrà
certamente nella memoria e nella storia di questo festival.
Si ride, e anche molto, ma i momenti seri sono in agguato
dietro l'angolo, narrati da Leigh con il suo solito humor e
con una saggezza fuori dal comune.
Un film contemporaneo Happy-Go-Lucky, realista e che invita
al buonumore e alla riflessione, la storia di un piccolo
universo di felicità che riconcilia con il Cinema.
Definirlo eccezionale sarebbe poco.