
IL PAPA' DI GIOVANNA
SABATO 11 OTTOBRE: ore 20:30 - 22:30
DOMENICA 12 OTTOBRE: ore 17:00 - 21:30
LUNEDI' 13 OTTOBRE: ore 21:30
La Trama:
Bologna 1938 Michele Casali è un professore di disegno e ha
una figlia diciassettenne, Giovanna, che frequenta lo
stesso istituto. La ragazza è oggettivamente bruttina e il
padre fa di tutto per convincerla del contrario. Giunge
fino a favorire la situazione scolastica di uno studente
perché in qualche modo la corteggi. Sarà proprio in seguito
alle aspettative eccessive che la ragazza si fa che
scoppierà una tragedia. Scoperto che la sua migliore amica
ha dei rapporti sessuali con il ragazzo nella palestra
della scuola, Giovanna la ucciderà venendo poi condannata
al ricovero in clinica psichiatrica.
Pupi Avati torna a guardare al passato e alla Bologna che
tanto ama raccontare perché luogo della sua gioventù.
Questa volta lo sguardo è puntato su una situazione di
infelicità che, in qualche misura, oggi è ancor più
devastante. Il sentirsi non adeguate fisicamente ai modelli
imperanti da parte di adolescenti in formazione. Giovanna
soffre di qualche scompenso psichico ma suo padre ha speso
tutta la sua vita nell'operazione che la bella (e
invidiata) madre bolla come illusoria.
Avati è come sempre abile nel ricostruire atmosfere d'epoca
e ad offrire ritratti psicologici di perdenti o, comunque,
di 'umili' nel senso più profondo e umano del termine.
Questa volta però perde a un certo punto di vista il nucleo
centrale del rapporto padre-figlia per offrirci una sorta
di 'Bignami' della storia d'Italia con tanto di entrata in
guerra, repubblica di Salò, liberazione ecc. In questo modo
il film finisce con il perdere di vista il proprio nucleo
centrale cedendo alla tentazione di voler spiegare tutto
contestualizzando storicamente le vicende di un piccolo
uomo che rinuncia a vivere la propria vita per dedicarsi,
amorevolmente ad un'unica persona soffocandone la crescita.
Notazione a margine: dando per scontate le prestazioni di
Orlando, Neri e Rohrwacher va segnalata la ben calibrata
prestazione di Ezio Greggio (che siamo abituati a vedere in
altri ruoli) nei panni di un poliziotto fascista non
necessariamente sgherro anche se poi pronto a rinnegare il
proprio credo.